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Sauvignon
Origine e cenni storici
Di origine francese ed in particolare della sottozona del Bordolese detta Sauterne. Il nome Sauvignon derivederebbe da “vite selvatica” dal termine francese Sauvage che vuol dire selvaggio (selvatico) (bonnier e Levadoux, 1950).
In Francia se ne conoscono di due biotipi: Sauvignon grosso o verde e Sauvignon piccolo o giallo, le cui differenze morfologiche si limitano al solo frutto. In Italia sarebbe arrivato nella seconda metà dell’800. Quello da noi coltivato è il secondo, che sembra prevalere sul grosso, come del resto è avvenuto nel Paese di origine (Viala e Vermorel, 1901).
Sinonimie e omonimie
Bordeaux bianco, Pellegrina, Piccabon, Spergolina.
Zone di coltivazione
Il Sauvignon è coltivato nel Bordolese, particolarmente nella regione del Sauterne. In Italia è stato probabilmente introdotto da questa regione ed ha trovato condizioni adatte di coltivazione in molte zone.
Rappresenta la componente principale di alcuni dei più prestigiosi vini del mondo, quali il Sauterne, il Pouilly-Fum, e il Sancerre. E’ vitigno diffusamente coltivato in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia.
Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Apice del germoglio espanso, languinoso, verde biancastro con leggere sfumature rosa ai bordi.
Foglia adulta media, tondeggiante, trilobata. Seno peziolare aperto a U; seni laterali poco profondi. Pagina superiore bollosa, pagina inferiore pubescente. Picciolo rosso violaceo.
Grappolo medio-piccolo, cilindrico, alato, compatto.
Acino medio, sferoidale ed obovale per effetto della compressione tra acini, buccia spessa, dura, di colore verde dorata, punteggiata, sapore dolce, leggermente aromatico.
Fenologia
Germogliamento: medio-tardivo
Fioritura: media
Invaiatura: media
Maturazione: medio – precoce
Esigenze ambientali e colturali
La produzione è medio-bassa, ma costante. I terreni più idonei sono quelli collinari asciutti, ricchi di scheletro. Si consigliano forme di allevamento come cordone speronato e guyot, ad alta densità d’impianto. Poco si adatta alle forme di allevamento espanse. Incentra la sua qualità sulla componente aromatica, per cui esprime il meglio di se stesso in ambienti non troppo caldi e soprattutto con una buona escursione termica.
Sensibilità alle malattie e alle avversità
Sensibile alla peronospora e oidio, molto sensibile a botrite e marciume acido. Poco resistente alla siccità, buona tolleranza all’azione del vento.
Utilizzo enologico e caratteristiche del vino
Produce un vino di colore giallo paglierino con intensi profumi di frutta matura e fiori bianchi, gradevoli le note erbacee, ortica e foglia di fico.
Elegante morbido e vellutato, armonico. Può essere fermentato in legno per dare prodotti più complessi sia sotto il profilo strutturale che aromatico. L’uva in ambienti adatti può essere sottoposta a sovra maturazione per azione della muffa nobile.

Copyright 2004 - Catalogo Generale 2003 di Vitis Rauscedo Soc. Coop. a r.l

 

 

 

 

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