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Chardonnay

Origine e cenni storici
Vitigno originario della Francia (Borgogna), il suo nome deriverebbe da un piccolo paese del Màconnais chiamato Chardonnay (da Chardon = cardo). Vitigno a frutto bianco molto diffuso in Francia dove rappresenta la componente principale dell’uvaggio di alcuni dei più prestigiosi vini del mondo, quali lo Champagne, lo Chablis, il Corton–Charlemagne. Dalla Francia si è diffuso in parecchie realtà viticole del mondo quali la California, il Sud Africa, la Nuova Zelanda, l’Australia. L’epoca di arrivo in Italia non si conosce, anche se notizie della sua presenza si ebbero dal 1600 (Davanzati e Soderini). In Italia fino al 1978 (data di iscrizione al “Catalogo nazionale delle varietà di vite”), veniva confuso con il Pinot bianco, col quale veniva coltivato.
Sinonimie e omonimie
Pinot Chardonnay, Pinot Giallo.
Zone di coltivazione
In Italia è diffuso su tutto il territorio nazionale dalle zone vocate ai grandi vini bianchi come il Friuli Venezia Giulia a quelle a vocazione spumantistica, quali il Trentino, l’Alto Adige e la Franciacorta.
Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Apice del germoglio semiaperto, giallo bronzato, poco tomentoso.
Foglia adulta media orbicolare, quasi intera, lembo leggermente bolloso, con profilo a gronda, di colore verde medio, scarsamente provvisto di tormento.
Grappolo medio, piramidale, con un’ala poco pronunciata, compatto.
Acino medio, di colore giallo-dorato, buccia di media consistenza, tenera.
Fenologia
Germogliamento: precoce
Fioritura: precoce
Invaiatura: precoce
Maturazione: precoce
Esigenze ambientali e colturali
Probabilmente il vitigno internazionale più plastico in assoluto, in quanto fornisce sempre ottimi livelli qualitativi con espressioni diverse sulla base delle caratteristiche del terroir. In terreni di origine morenica, quindi sciolti e ciottolosi, produce sentori evoluti e gusti minerali. Nelle zone più fresche dal punto di vista pedo-climatico ritarda leggermente la maturazione rendendo più fine il prodotto.
Sensibilità alle malattie e alle avversità
Soffre le gelate primaverili e i ristagni idrici ove può mostrare fenomeni di colatura. Vitigno molto sensibile al fitoplasma dalla flavescenza dorata. Mediamente sensibile all’oidio e alla botrite, mentre buona tolleranza alla peronospora. Lo scarso spessore della buccia e la compattezza dei grappoli possono favorire l’instaurarsi di marciumi nella fase di maturazione.
Utilizzo enologico e caratteristiche del vino
Vitigno impiegato sia per la produzione di vini bianchi fermi, freschi o da invecchiamento, che per la spumantizzazione.
Riesce a raggiungere elevati livelli di maturazione pur mantenendo ottimi livelli acidici. Da giovane, spiccate sono le note di frutti tropicali come banana e frutti bianchi come la mela. Dopo l’invecchiamento si complessa notevolmente, si evolve in bouquet caratterizzato da sentori speziati tendenti all’idrocarburico. Fresco e piacevole alla bocca nelle basi spumante e nei prodotti di pronta beva, più importante e grasso nei prodotti invecchiati.
Ottimi risultati li raggiunge nella spumantizzazione dove si esprime al meglio in ambienti freschi a maturazione lenta; nei microclimi caldi tende a dare prodotti strutturati da consumare a tutto pasto.

Copyright 2004 - Catalogo Generale 2003 di Vitis Rauscedo Soc. Coop. a r.l

 

 

 

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